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Gruppo: SELLA
Tipologia: traversata
Partenza: Passo Gardena m 2121
Arrivo: Passo Campolongo
Dislivello: m 1000 1° gg, m 600 2° gg.
Quota massima: Piz Boe’ m 3152 Difficoltà: EE/ EEA(ferrata Tridentina)
Tempo ore: 6/7 ore il primo giorno Cartografia: Tabacco n. 05 6 ore il secondo giorno
Accompagnatori: Piccolo Romano- cell. 3493430432 Maurizio Scatolin cell. 3386525469
Partenza: ore 06.30 (auto) Rientro: ore 21.00 (indicativo)
Bellissimo itinerario sul grande altipiano desertico del Sella.
Dal parcheggio di Passo Gardena (m 2121) imbocchiamo il sentiero 666 fino al canalone ghiaioso
della val Setus. Risalito il ghiaione il sentiero supera, con alcuni tratti attrezzati, diversi salti di
roccia fino ad arrivare all’ampia sella dove sorge il rifugio Lavazza al Pisciadù (m 2585) con alle spalle l’omonimo lago, 2.00/2.15 ore dalla partenza.Impressionanti le pareti di cima e torre Pisciadù sulla sinistra, al centro si erge la barriera delle
Mesules.
Il sentiero 666 sale sulla destra orografica del vallon nella val di Tita, con accentuata pendenza
e alcuni facili tratti attrezzati. Dopo circa un’ora si raggiunge il bivio per la cima, si sale a sx per gradoni e balze rocciose, con un percorso faticoso, a volte esposto, non obbligato, giungendo alla cima del Pisciadù (m 2985) 1,45 ore dal rifugio. Dalla cima panorama sul gruppo del Sella e le vette dolomitiche circostanti. Si ritorna alla forcella d’Antersass e ci incamminiamo verso il rif. Boè (m 2871) dove arriviamo in circa un’ora e mezza. Al rifugio cena e pernottamento.
La mattina, meteo permettendo, saliamo al Piz Boè (m 3152) in circa 50 minuti per vedere l’alba
e il fantastico panorama di cime dolomitiche che ci circonda, in primis Marmolada e Sassolungo.Discendiamo al rif. Boè per colazione, poi risaliamo nuovamente il Piz Boè e iniziamo la lunga
discesa per il sentiero 638 che tra rocce e ghiaioni ci porterà prima al rif. Kostner (m 2500) e poi al
rif. Bec de Roces e al Passo Campolongo.Possibile, se le condizioni neve lo permetteranno, dalla cima effettuare la discesa per la
emozionante Cresta Strenta, percorso aereo ma mai eccessivamente difficile (attrezzato con corde fisse) che termina comunque nei pressi del rifugio Kostner dopo la discesa della breve ferrata del Vallon dove ritroveremo il resto della compagnia.Dal passo con il bus della Sad (ultimo orario utile alle 16.30) ritorneremo al passo Gardena.
Il gruppo B salirà al rifugio Pisciadù percorrendo la ferrata Brigata Tridentina.I 2 gruppi saliranno poi insieme la cima del Pisciadù (facoltativa).
Descrizione ferrata:
La via ferrata è considerata moderatamente difficile ed il tratto più impegnativo si trova nella seconda metà (evitabile per mezzo di un sentierino che conduce direttamente al rifugio), ed è molto frequentata.In questa occasione scegliamo di partire tutti insieme dal passo Gardena e di intercettare la via ferrata evitando il primo pezzo di avvicinamento, riducendo così il dislivello e la differenza di tempistiche con il gruppo A. Considerare comunque 3 ore dal passo dato l’inevitabile affollamento.
La ferrata è sempre ben attrezzata, dove serve anche con gradoni e staffe e con esposizione variabile mai da sottovalutare. Sopratutto nella parte alta, la vista sulla valle è splendida e peculiare
e anche il finale con il ponte su un vuoto insondabile che sigilla in bellezza questa appagante prima
parte della nostra escursione. Dopo una breve pausa al rifugio, ripartiamo per riagguantare gli amici saliti per la val Setus e diretti alla cima del Pisciadù.
Per chi volesse consigliamo il sito Vieferrate.it per altri dettagli e foto.
Percorso lungo per escursionisti esperti, allenati e privi di vertigini.
Per la ferrata casco, imbrago e kit assicurazione omologati.

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