CAI-2017-44
  • Event Time:

Gruppo: Dolomiti di Sesto
Tipologia: anello
Partenza: Val di Landro m 1406
Arrivo: Val di Landro m 1406
Dislivello: salita m 1400, discesa m 1400
Quota massima: m 2672
Difficoltà: EE
Tempo ore: 9,00
Cartografia: Tabacco n.10,
Accompagnatori: Rolando Tremonti e Maurizio Scatolin cell. 346 249 5846
Partenza: ore 06.00
Rientro: ore 21.00 (indicativo)

Questa traversata ci porta nel sottogruppo Rondòi-Baranci – una delle zone più solitarie delle Dolomiti di Sesto.
L’itinerario è di notevole interesse storico, perché durante il percorso si incontrano testimonianze della prima guerra mondiale. Per la sua posizione geografica e per la sua conformazione morfologica, il monte Rudo era di importanza strategica per il comando austriaco in quanto consentiva il controllo assoluto sulla Val di Landro.
A noi amanti della montagna, è grazie all’ opera militare che ci è consentito di visitare ed esplorare questo affascinante settore delle Dolomiti.

Si parcheggia a quota m 1406 nei pressi dell’ ex-forte austriaco di Landro. A sinistra si imbocca una carrareccia (sbarra metallica) che si dirige verso Nord-est . Dopo circa 5 minuti si arriva ad un bivio senza segnaletica, trascurando il sentiero di sinistra che porta in Val Bulla, si prende il sentiero di destra che sale in direzione sud e dal quale si può notare il sottostante ex-forte austriaco. Più in su dove la vegetazione boschiva lascia il posto ai mughi, il sentiero ridiventa la vecchia mulattiera di guerra ed a quota m 2175 (ore 2,00) si possono notare le prime costruzioni militari austriache e i resti della grande teleferica che serviva da collegamento con la Val di Landro. Da qui in poi la vecchia mulattiera, a causa del degrado del tempo, scompare – un piccolo sentiero sale dapprima molto ripido puntando verso i contrafforti del Teston di Monte Rudo fino a pervenire, a quota 2520 (ore 3,30), ad una serie incredibile di casematte e fortificazioni. Da qui inizia il tratto più impegnativo e suggestivo dell’ intero percorso. Le tracce a volte incerte del sentiero ci portano a visitare vedette e postazioni situate in punti incredibili e ci si può rendere conto visivamente di quanto dure dovevano essere le condizioni di quegli anni di guerra.
In una di queste postazioni a quota m 2550 (ore 4,30) si può trovare un contenitore con il libro del sentiero. Ora le tracce continuano più marcate e ci portano fin sulla Forcelletta dei Rondòi a quota m 2672 (ore 6.30).
Valicata la forcella, che rappresenta il punto più alto dell’intera traversata, si scende per ghiaie nella selvaggia Val Bulla senza percorso obbligato, fino ad arrivare ad una bella radura di mughi e e larici a quota m 2100 (ore 7,30)
Da questa radura si prosegue per un sentierino che ci porta sul greto del torrente. Ignorando delle vecchie tracce che si dirigono verso destra, bisogna intercettare un sentiero che scende verso la Val di Landro, addentrandosi mano a mano nel bosco fino ad incontrare a quota m 1500 circa un forte austriaco. Da qui si prosegue verso sud in piano per una larga strada raggiungendo il punto di partenza (ore 9,00).
Vedi a pagina 13 il regolamento escursionistico completo.

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