giro capitelli
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Gruppo: Prealpi Bellunesi
Tipologia: Anello
Partenza e arrivo: Lentiai (BL) m 261
Dislivello: salita e discesa m 600
Quota massima: m 792
Difficoltà: T
Tempo ore: 5
Cartografia: Tabacco 1:25000 foglio 068
Accompagnatori: Gabriella Ravanello (348 472 5165) – Elena Bernardi
Partenza: ore 7.30
Orario presunto di arrivo: ore 17.30

Questa proposta è più di una semplice escursione, è un viaggio nel tempo, nella storia e nella tradizione di questi luoghi.
Iniziamo il nostro cammino da Lentiai (261 mt) percorrendo in salita la strada asfaltata che porta a Colderù fino a trovare un cartello che indica vs dx il “Sentiero dei capitelli affrescati”. Prendiamo il sentiero che in salita percorre quello che non è una Via Crucis come ci viene da pensare, ma una serie di capitelli devozionali dedicati ai Santi Patroni protettori delle varie località della zona.
Saliamo tranquillamente per il sentiero che man mano si fa stradina che ci porta a Colderù (468mt) dove è possibile visitare la chiesetta affrescata di San Giacomo (xv sec). Continuiamo e dopo cinquanta metri sulla dx prendiamo una stradina poco frequentata che ci porta a San Gervasio; da qui prendiamo a dx una facile strada che diventa forestale, e accompagnati dai “suoni” della natura ci avviamo attraverso il fitto bosco che a tratti porta ancora i segni della tempesta Vaia. Percorriamo lungamente, sempre in leggera salita, la costa del Monte Artent, facendoci sorprendere dal panorama che ci appare inaspettato dalle “finestre” che si aprono tra la vegetazione verso la lunga dorsale delle Prealpi dal Cesen al Visentin aldilà della Val del Cordellon. Si scorgono  antichi borghi di case, a volte abbandonate, testimoni nel tempo di una storia di vita di sacrificio della gente del posto, taglialegna, pastori allevatori ed emigranti in cerca di fortuna, lasciando case e paesi ora fantasmi, come Portico (663 mt) bellissimo borgo recentemente restaurato che incontriamo nel tragitto di ritorno per la strada che si snoda parallelamente a quella di andata ma abbassandosi di quota. Arriviamo quindi a Boschi, altra località che accoglie nel nome la sua vocazione storica e che ora, per mano delle nuove generazioni, sta recuperando case in abbandono, segno di un ritrovato legame con il territorio.
Seguiamo quindi la strada che ora in discesa ci riporta fino al punto di partenza.

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