C.A.I. Sezione di Montebelluna – Storia

Sorto come Sottosezione del Club Alpino di Treviso, il 4 luglio del 1926 il sodalizio montebellunese si costituisce autonomamente. I soci della prima annata sono una settantina.Una stanza della ex-Casa del Fascio situata nel centro della cittadina è la prima sede della Sezione; il Presidente è ilDr.Giulio Moretti che manterrà l’incarico sino al 1936, allorquando l’esiguità del numero degli iscritti porterà allo scioglimento del sodalizio.

Nell’immediato dopoguerra, 1946, la Sezione si ricostituisce. I soci sono 194. Il numero degli iscritti, dopo una stasi durata sino al finire degli anni Sessanta, registrerà una crescita costante fino ai circa 1600 soci del 2011. Durante il periodo 1946-1960 si avvicenderanno alla presidenza MarioSernaglia, Piero Sernaglia, Piero Fasan e Mario Sernaglia. Nel 1961 viene eletto Presidente Silvio Tremonti, che ininterrottamente per 36 anni, fino al 1996, manterrà tale incarico. Vera anima del sodalizio, per i suoi meriti è stato insignito del titolo di Presidente Onorario. Gli succederanno, fino ad oggi, il prof.Pietro Furlanetto, Dino Ruffini e Leo Rossi.

Nel 1975, in occasione della realizzazione dell’Alta Via degli Eroi – ideata da Italo ZandonellaCallegher – che conduce da Feltre a Bassano lungo il massiccio del Monte Grappa, il tratto più saliente del percorso (Malghe Pàoda – Val Dumèla) viene denominato Sentiero CAI MONTEBELLUNA, quale riconoscimento all’apporto fondamentale portato dalla Sezione per la realizzazione del tracciato.

Il 20 agosto 1978, una stupenda giornata di sole saluta l’inaugurazione del Bivacco Vaccari nella magnifica Cuna del Crìdola, nelle Dolomiti dell’Oltrepiave cadorino. Il bivacco, affiliato alla Fondazione Berti, è di proprietà delle Sezioni di Montebelluna e di Lorenzago di Cadore, ed è dedicato alla memoria dei soci montebellunesi Aldo e Miranda Vaccari.

Nello stesso giorno viene inaugurato il Sentiero attrezzato Giovanni Olivato, giovane socio della sezione montebellunese perito in montagna due anni prima. Il tracciato, scoperto da Mario Cabrieldella Sezione di Lorenzago, inizia alle pendici della Cresta del Miaròn sopra il Passo della Mauria e sfruttando una cengia naturale che si sviluppa sopra la Valle del Crìdola sale al Bivacco Vaccari.

Nel 1982 il consocio Ruggero Tremonti si aggiudica la II Edizione del “Premio Antonio Berti” con la monografia Cridola prima maniera.

Numerosi sono i soci distintisi nell’arrampicata: nel 1947, il maestro e pittore Nino Rizzardini apre una nuova via sul Pelmo; nel 1950 lo stesso Rizzardini con Casellato, Pozzobon e Fontanin traccia una nuova via sulla Punta Anita nelle Marmarole. Negli Anni ’80 i giovanissimi soci ManricoDell’Agnola e Francesco Gherlenda si mettono in luce superando tracciato di difficoltà estrema. Nello stesso periodo Italo Zandonella con il figlio Diego e altri soci della Sezione (Venturato,Vendrasco, Lotto e Ruffini), realizzerà parecchie “prime” nell’impervia catena del Duranno. Nello stesso periodo Italo organizza spedizioni extraeuropee ed entra a far parte del Consiglio Centrale del C.a.i. e dell’Accademico. Per i suoi meriti, le sue iniziative e gli incarichi, Italo Zandonella è entrato nella prestigiosa cerchia dei Soci Onorari del Club Alpino Italiano.

Una speciale menzione va a due vecchi segretari della Sezione. Il maestro Giuseppe Mazzocato, che ha rivestito per lunghi anni l’incarico, e il maestro Antonio De Agnoi che ancora oggi, a dispetto dei suoi 91 anni suonati, non disdegna qualche escursione sugli amati monti.

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